lunedì 17 marzo 2008

Il marinaio e la sposa bambina

Ospitalita` georgiana

Problema di frontiera risolto, appiedati dall'autobus, Misa ci carica su un taxi direzione Batumi. Alt. Il taxi si ferma, Misa deve fare compere: bottiglione di birra da 1,5L gradazione 12. Primo battesimo d'alcool, che non gli lascera` un attimo di tregue.Silenzio. Misa chiede se abbiamo un albergo. Ce ne consiglia uno. Silenzio. Il volto del georgiano si illumina "Ma, se volete, io ho una casa vuota, si` e` proprio in centro, non la uso, se volete potete stare li`. Dormiremo in casa sua, nella sua stanza da letto, mentre Misa non stara` dai suoi, ma dormira` in compagnia dell'ex moglie nel divano letto in veranda. La casa che ci ospita e` quella in cui Misa viveva con l'ex moglie, prima che lei rispondesse al cellulare di lui. Fine del matrimonio.

Strade sterrate, mercedes di un tempo messe li` a cazzo, scale intralciate da troppi fili, acqua che gronda dai soffitti. La carta da parati e` scrostata in piu` punti, le porte a vetri sono in frantumi -Misa ci dira` orgoglioso che una sera, complice la troppa vodka,ha fatto un po` di macello- televisione enorme, subito accesa per mettere un po` di musica russa a palla, stoviglie strabilianti, arzigogolate e colorate che piu` non si puo`. La casa e` una bomba, ci piace.

Misa ci mette seduti, ha da smistare le rimesse che i compatrioti mandano alle famiglie. Tempo mezz'ora e` di ritorno, con quello che sara` in nostro primo kachapuri (nella versione light piazza bianca ripiena di formaggio, piatto tipico georgiano, che mangeremo per i prox 10 giorni, una bottiglia di vino stracaro,fiore all'occhiello della Georgia e due bottiglie di Vodka. Ogni volta che Misa si siede, va da se` che mezzo litro di vodka deve essere consumato.

Nei successivi due giorni ci paghera` le cene, le vodke, fino alle sigarette e i taxi; ci organizzera` un pic nic sulle colline intorno Batumi, ci trovera` una svolta per raggiungere la capitale (salvo infilarsi in macchina pure lui con l'inseparabile ex moglie per non abbandonarci nella capitale, che conosce peggio di noi), ci iniziera` alla cucina georgiana con i sui riti, fara` trattati socio-culturali sulle usanze di citta` e di campagna e la volta in cui di soppiatto proveremo a pagare una cena si incazzera` manco avessimo provato a soffiargli la compagna...Grande cuore georgiano.

Il Riposo di Misa.

Misa e` marinaio, anzi ufficiale di marina, imbarcato su navi cargo. Per quattro\cinque mesi sta chiuso in una nave insieme ad altri 25 esseri del suo stesso sesso. Poii 10 giorni di riposo. Nel mezzo il passaporto da sea-man (grande! esiste davvero, non e` solo una di quelle domande del cazzo da esame di diritto civile) gli da diritto di fermarsi nei porti sparsi per Mediterraneo e Mar Caspio e di onorare l'immaginario collettivo che un marinaio si porta addosso.Adesso ha 10 giorni di fermo, cosi` fa ritorno a casa (compiendo viaggi interminabili in autobus, perche` ritiene l'aereo poco sicuro) con uno stipendio europeo (rispetto ad un salario medio mensile che in Georgia si aggira sui 300$) e forte delle cinque lingue parlate e del vagabondare per mezzo mondo.

Torna a ristorarsi. Fa lo zio d'America, con una mano spesso posata sulla tasca posteriore dei pantaloni all'occidentale pronte ad estrarre lari. Ha il soldo facile.Deve riposarsi. E` uno dei pochi a lavorare in un paese con una dispoccupazione tale da spingere una gran quantita` di persone, giovani o vecchie che siano, ad essersi scolate un litro di vodka prima che le campane rintocchino il mezzogiorno. Riposarsi, secondo la scuola di Misa, ha molto a che fare con il bere ed il pensare al genitlsesso. E di sicuro genitl, sta di troppo.

DIGRESSIONE ENO-GASTRONOMICA.
In Georgia, che si autoproclama patria del vino, si pasteggia a vodka. Shottini spesso tagliati con birra. Si beve seguendo un rituale di convivialita` preciso. Nessuno porta mai il bicchiere alla bocca da solo. Si beve sempre insieme ai commensali e, ognio volta, e` doveroso celebrare un brindisi in tono serioso. Cosi` fin dai primi dieci minuti in casa Misa si aprono le danze dei brindisi; abbracceremo tutte le grandi cause, dalla pace universale, alla giustizia sociale, avremo pensieri per le famiglie, la salute, la buona sorte senza ovviamente tralasciare i mondiali toast lascivi e scurrili, tanto cari a tarda sera.Misa ci iniziera` anche alla cucina georgiana. I pasti sono vissuti come un momento sacro di ritrovo (in nessun ristorante vedremo tavolate da meno di 6 persone), densi di usanze e tradizioni. I piatti principali sono due: il kachapuri (di cui esistono sostanzialmente due versioni, una piu` leggera, di cui gia` abbiamo detto, ed un'altra piu` corposa che consiste di una focaccia ovoidalle cotta al forno, ripiena di formaggio filante ricoperto da un uovo al tegamino, il tutto condito da burro fuso) ed il kinghali, specie di ravioli giganti cotti al vapore, ripieni di carne di manzo speziata. Strepitosi. Si mozzica la pasta esterna del raviolo, si beve il brodo che si forma all'interno in fase di cottura e finalmente si mangia. Usanza vuole che chi faccia cadere anche una sola goccia del brodo non possa piu` mangiare kinghali per quel pasto.
FINE DELLA DIGRESSIONE

E cosi` con Misa mangeremo e berremo gironzolando per Batumi e dintorni smargiassi. E poi sentiremo parlare, e parleremo, di donne. Perche` secondo la concezione di Misa, il candide andrebbe riscritto, si` perche` l'Eldorado esiste e si chiama Ucraina, ovvero il Bengodi.
Bionde odalische dagli occhi di ghiaccio e le forme di sinuose sirene, che non incatenano…no! anzi…tu non hai ancora finito di trangugiare la tua vodka e gia` zack! ti stanno deliziando in virtuosi aggrovigliamenti per lasciarti subito dopo tornare al tuo vecchio drink.
Disponibili a frotte, come le caramelle sulle bancarelle dell`luna park, in vasto assortimento, possono essere mangiate anche piu` d’una in contemporanea.
Consigliata camicia d’ordinanza prima di recarsi nei luoghi dell’abbisogna e fervida immaginazione per descrivere mondi migliori.
Il tutto e` ovviamente condito da cascade di alcool al prezzo di una manciata di spiccioli.
E cosi` nei pochi giorni passati con Misa sentiremo nominare la parola Ucraina ben piu` volte di quanto non l'abbia fatto fin qui in tutta la mia vita.
La sposa bambina.
Il ticchettio dei tacchi su per le scale fa presagire l’arrivo di Ivlita, l’ex moglie di Misa. Noi stiamo gia` intorno al tavolo a gozzovigliare quando lei entra. E` una bambola, minuta, graziosa. E` una bambina, che neanche ventenne si porta gia` il titolo di ex moglie, e che a sua volta ha gia` messo al mondo un’altra bambina, che ormai va per i quattro anni. Indossa abiti da poco, fatta eccezione per le scarpe che sono davvero belle nei tacchi alti e la punta tonda, eppure c’e` un’eleganza e un tocco di stile, a differenza di Misa che con la sua maglia aderente sovraccarica di stampe Dolce&Gabbana si conquista il titolo di “MisafromAlbania”. Parla a bassa voce, non interrompe mai. E` sempre composta. Da l’idea che quasi potresti ripiegarla e mettertela in tasca. Pocket girl. Mastica il giusto inglese per i convenevoli. Con noi sara` sempre gentile, ma non avremo mai la sua reale attenzione.Tutti i suoi sforzi sono protesi verso Misa.
Contrariamente a quanto dettoci dal marinaio, Ivlita non lavora. Lei dice di voler lavorare in banca e ha i titoli per farlo, ma nulla fa presagire un interesse o un desiderio erso la spirale lavorativa.
Lei e Misa si sono sposati quando Ivlita aveva 16 anni, appena prima che lui partisse sulle navi. Cosi` lui si e` garantito che nessuno, in sua assenza, venisse a prendersela. Misa ci racconta che in Georgia se ad un uomo piace una donna, puo` andare e rapirla, poi le famiglie si metteranno d’accordo per il matrimonio o l’eventuale indennizzo. Hanno vissuto nella casa che ci ha ospitato per circa tre anni, hanno avuto una bambina, tirata su dalla nonna; poi, complice l’Ucraina, nella versione di Misa, lei e` tornata da sua madre, ma in coincidenza del riposo del marinaio torna al suo ruolo di moglie. Ivlita adesso vive con la madre e la figlia, in una casa dotata di un televisore enore e uno stereo da locale, doni dei mariti. Nessuna di loro lavora, a loro provvedono i mariti. E cosi` il bengodi diventa il principe azzurro.
Misa ha sempre con se` Ivlita. Lei non gli toglie un istante gli occhi di dosso. E ubbidisce, eccezion fatte per il moto di ribellione che ha quando trill ail cellulare di Misa e lei muore dalla bramosia di sapere, vedere...
Stiamo tutti e quattro intorno al tavolo a sentire le storie di Misa, lui riempie i bicchieri e pronuncia il brindisi. E` il momento dib ere, ma Ivlita non piace la vodka, Misa si innervosisce Dalie grida Dalie (bevi!) e porta alla bocca di lei il bicchierino. Ivlita storce le labbra, fa smorfie di ribrezzo, ma alla fine trangugera`. In certe occasioni non ci si puo` proprio sottrarre al bere. Al ristorante gli sketches si ripeteranno identici, certo balleremo musica russa e Georgiana e, da non crederci ci sara` pure il momento italiano – qui Celentano spopola -. La serata finira con Ivlita al cesso ridotta uno straccio, sofferente in lacrime, tra le incazzature di Misa per I pantaloni macchiati. Ivlita continuera` a stargli di fianco, ripetendo di amarlo fino alla noia, salvo di tanto in tanto sussurrare “prima-o-poi-lo-ammazzo” ad ogni trillo di cellulare o ad ogni riferimento all’Ucraina, tanto spesso nominate da rischiare la catastrofe. Ivlita finge di andarsene, ogni tanto fa per malmena Misa, che reagisce sempre con troppa violenza, oppure le compra un paio di cazzate e il sorriso ritorna. Noi facciamo I salti mortali per destreggiarci tra I loro colpi bassi e divertirci. Misa intanto pensa sempre a tutto, e` sempre sul pezzo, comunque pronto a carezzare, stringere o pizzicare Ivlita, pronto ad accorgersi se le nostre sigarette sono finite e quant’altro.

Giro parentale, con qualche imbarazzo. Noi veniamo trattati da re. Per la passeggiata pomeridiana Misa decide di annettere anche la piccola Nina. Vedere Ivlita che tiene per mano Nina lascia un brutto amaro. E` come vedere una bambina portarsi appresso una bambola vecchia che non vuole certo abbandonare pur avendo davanti a se` giochi che la solleticano molto di piu`. L’amaro si fa piu` pungente vedendo Misa impersonare il ruolo di padre padrone giusto per il tempo minimo a non stufarsi, pretendendo al contempo i fasti affettuosi del papa` che ha appena aiutato a colorare un disegno. Molliamo Nina da una nonna diversa rispetto aquella da cui l’abbiamo raccolta per dirigerci a celebrare l’ultima cena.
I giochi si fanno piu` pesanti , lo scherzo sull’Ucraina inizia a creare qualche difficolta`. Gli shottini si susseguono sempre piu` frequenti, la musica russa, che non ci ha dato un momento di tregua e` a volume sempre piu` alto. A casa arriva la parola sbagliata di Ivlita, I nostril nervi si tendono. E` tardi. Misa si incazza. La strattona; l’afferra per la camicetta e la scaraventa contro il muro; qualche sedia riceve un paio di colpi ben assestati.
Il sangue mi va alla testa. La ragionevole percezione di non dover fare un cazzo mi soffoca. Guardo Misa in cagnesco.
Giulio aiuta Misa a calmarsi, Ivlita stara` a leccarsi le ferite rifugiandosi nel suo privato bengodi. Io sto con i miei bollori in un’altra camera.
Qualche ora piu` tardi, ben prima dell’alba andremo a svegliare il marinaio e la sua sposa bambina che dormono abbracciati, per partire alla volta della capitale.

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